i semi, la pianta, la macinazione.
Gli spagnoli non depredarono gli Aztechi soltanto dell’ oro, ma anche del
cacao, ossia dei semi polverizzati della pianta del cacao.
Il nome infatti deriva dall’ azteco "aca-hutl". Da allora, la coltivazione di questa pianticella ha scavalcato i confini della sua patria d’ origine, le piantagioni si sono estese in Ecuador, Colombia, Venezuela e soprattutto nel Ghana, in Africa. I frutti della pianta del cacao sono simi a quelli dei cetrioli, e vi si possono trovare da 25 a 50 semi.
L’ albero fiorisce per tutto l’ anno e, anche se le raccolte principali sono due, si possono cogliere i frutti di cacao ogni due settimane. Una volta aperti, si estraggono i semi, che saranno lasciati fermentare per qualche giorno. Le sostanze amare si decompongono con l’ ossidazione, dando origine all’ aroma; è a questo punto che il cacao assume il suo colore rossiccio.
I grani fermentati e lavati vengono fatti essiccare al sole, divisi per tipi e preparati per la spedizione. Prima di macinarli si fanno tostare e se ne estrae una sostanza grassa: il
burro di cacao. In molti paesi non si mangia il cacao dolce come da noi, ma con pepe e sale, per non parlare poi degli impieghi del cacao come bevanda, nell’ industria dolciaria e nella preparazione dei liquori.
suami2000
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scritto da suami2000
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