“Email truffaldine”: così le chiama il sito della Polizia di stato che ha aggiornato la sezione “Sicurezza Telematica” con le ultime “ novità” in materia di e-mail truffa.
F
errovie dello stato,
Polizia Postale,
Croce Rossa Italiana e un certo
Carlo Montorsini: sarebbero i mittenti, falsi, ovviamente, delle email che potrebbero arrivare o essere già arrivate nella casella di posta elettronica di numerosi utenti web.
Nel
primo caso, l’email falsamente inviata da Trenitalia avvisa l’utente che può richiedere un rimborso per i ritardi effettuati, avendo diritto a 780 euro.
L’email contiene link e allegati che è bene NON APRIRE e non cliccare.
Nel
caso della Polizia Postale, divisone reati internet, si richiede di contattare velocemente l’Ufficio preposto mediante, nemmeno a dirlo, un form.
Non compilare alcun campo e cestinare l’email.
L’email relative alla
Croce Rossa Italiana ha come oggetto la richiesta di contributi, mentre in quella inviata da
presunti uffici comunali per “immaginarie” violazioni del codice della strada si richiede di aprire un file zip: il file contiene un codice dannoso per il pc.
Infine, un certo
Carlo Montorsini, sembrerebbe essere il destinatario di email relative ai diritti d’autore.
Nel corpo del messaggio si farebbe esplicito riferimento al fatto che l’indirizzo e-mail dell’utente è stato segnalato quale utilizzatore di materiale scaricato illegalmente dalla Rete.
Non cliccare su link interni all’email e non aprire file.
Infine attenzione anche alle immagini contenute all’interno del corpo dell’email, possono contenere dei codici sospetti.
Secondo la
Ricerca sull’email marketing realizzata da Human Highway per ContactLab, oltre il 44% degli utenti afferma di gradire le immagini all’interno delle email e questo dato è ben noto anche a coloro che utilizzano questo prezioso strumento di comunicazione per truffare il prossimo.
In generale
basterà usare il buon senso per accorgersi che l’email ricevuta è una truffa.
Per avvisi così importanti le autorità, Polizia, Croce Rossa, Ferrovie, non invierebbero MAI una email o comunque non lo farebbero se non dopo averi contattati personalmente.
Il linguaggio di queste email è scorretto e sgrammaticato.
L’importante è cestinare queste email ed eliminare il contenuto del cestino definitivamente, aggiornando spesso gli antivirus a disposizione.
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Chicco
Tags:
sicurezza informatica
truffe email
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