
CertiLogo lancia una soluzione per eliminare le frodi commerciali
In epoca di hacker, truffe informatiche e frodi commerciali, non è cosa da poco presentare tecnologie o servizi che possano servire a scongiurare tali pericoli in maniera efficace. Secondo alcuni dati dell’OCSE, il mercato della sola contraffazione ammonterebbe a circa 450 miliardi di dollari, pari a circa il 10% del PIL (prodotto interno lordo) mondiale, e si tratta di un dato in costante crescita. Tra i settori che risentono maggiormente del fenomeno vi sono soprattutto quello tessile, farmaceutico, alimentare, del lusso e manifatturiero.
Illustrando questo scenario, Michele Casucci, fondatore e amministratore delegato di CertiLogo, ha spiegato il funzionamento di una soluzione che si propone di superare non solo i classici inconvenienti della certificazione, ma anche di aggiungere nuove funzionalità.
In sostanza, prendendo esempio dalla natura che ha donato a ciascun essere vivente un DNA in grado d’identificarlo in modo univoco, CertiLogo ha creato un ‘DNA digitale’ (un codice numerico opportunamente cifrato da un algoritmo matematico molto complesso) che permette d’individuare senza possibilità d’errore ogni singolo prodotto. Questo servizio di verifica, ha spiegato Casucci, è applicabile a molte categorie di articoli. Ad esempio nel mondo del retail può essere utile per controllare prodotti che hanno anche un certo valore sul mercato, come quelli di abbigliamento appartenenti a griffe molto note.
Ogni codice numerico associato a un prodotto può contenere informazioni di vario genere, che identificano ad esempio i suoi componenti, il luogo di produzione, i mercati di destinazione o quant’altro. È l’utente (grandi o anche piccole aziende produttrici nell’area del largo consumo) che decide quali e quanti dati inserire nel Dna digitale e anche la forma con cui presentarli (codice numerico in chiaro, codice a barre, ecc.).
Tuttavia, pensando a tutte le tecnologie esistenti oggi sul mercato in questo campo, viene spontaneo domandarsi cosa riesca a rendere davvero unico questo sistema rispetto agli altri. CertiLogo risponde che, diversamente dai sistemi anti-contraffazione tradizionali, che ad esempio si limitano a marchiare i prodotti come autentici tramite etichette e stampe olografiche o attraverso tag RFID (Radio Frequency Identification), la propria soluzione consente di eseguire le verifiche utilizzando un telefono fisso, un cellulare, o un computer, quindi tramite la linea telefonica o via Internet, senza la necessità di utilizzare apparecchiature specifiche di controllo (lettori laser di barcode, reagenti chimici, ecc.). In sostanza è possibile connettersi con questi strumenti standard a un’apposita banca dati centralizzata e protetta: comunicando il codice Dna del prodotto, un’azienda o anche un utente finale sono in grado di avere tutte le informazioni disponibili sullo stesso.
Il servizio CertiLogo non fornisce soltanto certificazioni sui prodotti: un altro tipo di utilizzo è quello ai fini della business intelligence (BI), area in cui si può impiegare come strumento di relazione con il consumatore nell’attuazione delle strategie di CRM (customer relationship management), che puntano a raccogliere eventuali informazioni sui giudizi o le preferenze degli utenti finali. Ma c’è anche la valenza di controllo e monitoraggio dei canali commerciali, che ad esempio interessa agli ispettori aziendali che devono verificare e tracciare i cosiddetti mercati paralleli.
scritto da Giorgio
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