
Nessuna aspettativa, tiepido avvenimento e scarse reazioni.
"Il secondo album è sempre il più difficile" strimpellava Caparezza qualche anno fa. E così è successo per il SES di Milano.L’ entusiasmo dell’ anno scorso è scemato in una breve stagione. Le aziende presenti si potevano contare sulla punta delle dita, di facce nuove nemmeno l’ ombra.
C’ è chi parla di prezzi esorbitanti, chi di location più ampia con conseguente sensazione di vuoto: tutti elementi incontestabili. Ma in realtà è mancata una caratteristica fondamentale per il successo della manifestazione: è mancato l’ evento.
Lo si è colto subito di mattina, dall’ assenza di guide e di gadget, dal cartoncino stampato e "clone friendly", dalle facce di chi era lì ad aspettare che tutto cominciasse, ed invece non è iniziato mai. L’ ho colto dallo sguardo della valletta, che di fiere ed eventi ne ha vissuti a centinaia: "Niente di speciale" dicevano i suoi occhi, e non si riferiva solo alla mia presenza fisica.
Paradossalmente non c’ è grande delusione, perché non c’ è stata nemmeno l’ attesa: e l’ attesa, il senso dell’ accadere di qualcosa di grande, è già parte dell’ evento. Nessuna aspettativa, tiepido avvenimento e scarse reazioni.
I relatori ce l’ hanno messa tutta, ma non c’ era nemmeno un ingegnere di Google a fare la parte del Matt Cutts nostrano. L’ unico rappresentante internazionale era di Ask.com, che in America ha un peso, in Italia un altro. Insomma, mancava anche il personaggio di spicco.
Che la base dei seo, i seo del futuro (o del sem, che dir si volgia), reagisse con indifferenza c’ era da aspettarselo. I giovani rampanti cercano indicazioni tecniche e premiano i corsi più economici e più allettanti, con nomi affascinanti come seo extreme o simili. Le reazioni sul blog di Giorgiotave sono limitate rispetto all’ anno passato. Che poi i veri destinatari del SES fossero altri conta poco: l’ evento richiama curiosi di ogni genere, proprio per il sue essere evento.
Gli ultimi attori infine: le aziende. Il mercato del SEO è in buona crescita, inutile negarlo: purtroppo il SES non è riuscito nemmeno a rispecchiare questo tipo di andamento. Quasi nessuno ha investito sui due giorni, pochi su almeno una giornata.
Insomma la tappa italiana di questo tour mondiale, scomparso l’ elemento di curiosità e novità del 2006, è stata una triste evenienza, triste nel senso spinoziano del termine: mosso dalle circostanze, non agito, una barca alla deriva. E’ mancata le gioia, persino nei gadget. E poi mi chiedono perché ero vestito di grigio…
StePius
scritto da stepius
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