Article marketing e comunicati stampa, aumenta la visibilità online
GET



Abbigliamento: la differenza tra marchio e qualità

Qualità e grandi marchi della moda e dell’ abbigliamento: binomio da scindere.


Senza dubbio l’abbigliamento firmato è sempre un grandissimo richiamo per tutti. C’è chi non può fare  a meno di esibire il nome dello stilista di grido, c’è chi finge indifferenza ma lascia sempre spuntare un’etichetta o mette in bella mostra la maglietta proprio dove c’è il simbolico tanto amato, per richiamare l’attenzione sul suo modo di vestire ricercato e alla moda. C’è chi ama esibire il marchio a tutto campo, in maniera decisamente evidente, e chi invece si accontenta di qualcosa di più discreto, ma che non passi assolutamente inosservato.Questo è il marchio.

 

La qualità invece è tutt’altra cosa, è fatta di esperienza di lavorazione, di scelta di filati e tessuti pregiati, di gusto negli accostamenti. E’ fatta di cuciture accurate, di studio della modellistica e della vestibilità, di scelta di accessori di buona fattura.

In  abbigliamento la qualità non si improvvisa e non è necessariamente ed inscindibilmente legata ad un marchio o ad una grande firma. Un prodotto sconosciuto può essere ottimo così come un grande marchio può rivelare scarsa attenzione per il prodotto.

Dobbiamo scegliere se essere o apparire, se vogliamo acquistare abiti validi o preferiamo indossare qualcosa di conosciuto e di maggior richiamo. Il mondo reale contro quello superficiale: la scelta è in mano nostra.

 

Ed è così che sempre più spesso si vedono cifre esorbitanti ed improponibili per gli abiti realizzati su scala industriale in qualche laboratorio cinese, ma marchiati Made In Italy solo perché vengono realizzate in Italia le ultime cuciture.

Nel frattempo – purtroppo - vediamo capi di abbigliamento realizzati interamente in Italia di innegabile qualità, che non riescono a farsi conoscere dal grande pubblico, poco attento a ciò che indossa.

 

Per fare una scelta consapevole sarebbe bene sempre guardare l’etichetta per capire la composizione del capo e il paese in cui è stato realizzato (anche se a volte la normativa in materia è ingannevole per il consumatore finale) e poi bisognerebbe andare oltre, cercando di studiare a fondo ciò che si ha in mano, valutandone la bontà del filato o del tessuto e la classe della fattura e l’accuratezza nei dettagli.

Solo allora potremo dire di avere davvero un capo di valore nel nostro guardaroba.

 

Ultimamente spuntano qua e là numerose iniziative a livello più o meno locale per promuovere l’abbigliamento Made in Italy, ma sarebbe auspicabile una revisione della normativa che tuteli maggiormente il consumatore italiano, senza ingannarlo con un’etichetta concessa con troppa facilità.

Ma questo da solo non basta, perché serve una presa di coscienza da parte della stessa opinione pubblica sull’importanza di saper riconoscere i falsi miti.

Dott.ssa Chiara Bardini - Responsabile web marketing Confezioni R.G.

Tags:

Aggiungi a:

scritto da Chiara Bardini

Pubblica sul tuo sito gratis

Copyright © FastPopularity.com - Article Marketing e Comunicati Stampa