Firenze non è solo la culla del rinascimento: i fiorentini sopravvivono ai turisti e la vivono, non rinunciando ad uscire la sera.
Firenze è una città famosa in tutto il mondo, si sa. Chi non conosce i suoi monumenti (il
Ponte vecchio, la cupola del
Brunelleschi, il
Davide di Michelangelo), i suoi musei (uno fra tutti gli
Uffizi), le sue chiese, ecc. ecc?
Ormai il centro storico assomiglia sempre più a un museo a cielo aperto, con i bar affollati da turisti e i negozi di souvenir.
Ma
Firenze non è solo questo. Per fortuna esiste una città "nascosta", sconosciuta ai turisti, ai 9 milioni di americani (compresi gli studenti che si fermano qui per mesi), giapponesi, tedeschi, spagnoli ma anche italiani che ogni anno si riversano nel capoluogo fiorentino.
Una
città vissuta dai fiorentini, decantata da giornalisti celebri come la compianta Oriana Fallaci o il tanto criticato Curzio Maltese.
Una città composta da liberi professionisti che con i loro scooteroni hanno imparato a sopravvivere fra i meandri dei permessi ztl e i parcheggi zcs, dai residenti che lottano con i denti per tenere lontani i turisti, e dalle persone che amano l’ arte, la cultura, il teatro, il cinema, il buon cibo.
Già perchè
ai fiorentini piace uscire la sera per andare al cinema o a teatro o alle mostre. Ma non alle grandi mostre come quella tanto publicizzata di
Cezanne (a Palazzo Strozzi), quanto piuttosto alle piccole rappresentazioni artistiche di artisti semi sconosciuti. Andare nelle case del popolo a sentire le commedie in vernacolo, oppure qualche concerto in piccoli teatri di quartiere.
A
Firenze esistono realtà che con fatica cercano di tirare avanti, organizzando festival culturali dedicati a chi ama queste arti: penso al
Korea Film fest che da 5 anni viene fatto dall’ Istituto Stensen, oppure al
Festival dei 2 popoli (sul cinema documentario) giunto alla 47esima edizione, e ancora al
festival Intercity del Teatro della Limonaia, alla
festa Irlandese del Saschall (da 12 anni!) o al recente
16mm Film Festival.
Piccoli grandi eventi che passano in secondo piano in una città mediatica come Firenze, sempre al centro dell’ obiettivo nei documentari turistici.
La
Firenze dei fiorentini è quella che si trova nei bar dei Viali in pausa pranzo (con i ticket restaurant che non bastano mai perchè in questa città una bottiglietta d’ acqua costa almeno 1 euro), o in alcuni locali fuori dal centro all’ ora dell’ aperitivo, ovvero dopo le 20, (sorseggiando un
Negroni piuttosto che un
Chianti): gente che lavora e che si è dovuta attrezzare a vivere di giorno fra palazzi storici e vicoli densi di storia, e la sera scappa dal centro. Che al cinema deve andare nei multisala, perchè se prova ad avvicinarsi al centro sente odore di ganasce.. e i fiorentini - se possono - si spostano con la macchina.
Persone che sanno dove mangiare una buona (bistecca alla)
fiorentina. E che seppur orgogliosi della omonima squadra di calcio, sono sempre pronti a criticare tutto e tutti.
Ma che in fondo in fondo..
amano Firenze.
Elena Farinelli, giornalista, si occupa di turismo, web marketing e viaggi.
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