Lo stile Barocco della Val di Noto
Lo stile Barocco della Val di Noto trova una delle sue massime espressioni nella Chiesa di San Giorgio edificata nel 1744 su progetto dell’ architetto Gagliardi. La chiesa venne inaugurata il 30 aprile del 1767 e fu portata a compimento dal capomastro Carmelo Cutraro o, come recenti studi indicano, dall’ architetto Stefao Ittar con la realizzazione, nel 1820, della cupola neoclassica alta 43 metri, mentre la cancellata e gli splendidi lampadari interni sono opera di Angelo Paradiso.
Ciò che rende il duomo di San Giorgio uno dei gioielli barocchi di tutta la Sicilia è il gioco di prospettive che il Gagliardi è riuscito a realizzare, infatti la chiesa è costruita su una piccola collina in modo obliguo rispetto alla direzione della piazza e ciò permette di osservare la maestosità del tempio scoprendo parte del lato destro e mettendo in risalto la cupola. Il Duomo di San Giorgio nasce idealmente sulle rovine dell’ antica chiesa di San Giorgio edificata nel 1349 e distrutta dal terremoto del 1693. Idealmente, in quanto la chiesa originaria era stata edificata in un altro sito ed in particolare presso gli attuali giardini iblei dove attualmente si trova l’ ultimo ricordo: il portale gotico catalano compreso fra due abitazioni private ottocentesche. IL terremoto del 1693 spazzò via secoli di storia; quando arrivò era la notte del 9 gennaio e si ripeté nella sua dimensione più catastrofica due giorni dopo: a Ragusa la popolazione fu dimezzata!
La rinascita, che diede vita all’ arte barocca, fu così figlia del devastante terremoto dell’ 11 gennaio del 1693.
Quando i nobili di Ragusa decisero di ricostruire la chiesa separandosi dal c.d ceto medio che voleva trasferirsi nella parte superiore del territorio (contrada Patro) con l’ intenzione di edificare un imponente chiesa che poi sarebbe diventata la cattedrale di Ragusa (San Govanni Battista), la situazione storico - politica vedeva, nel 1713, l’ allontanamento dei vicerè spagnoli (dopo secoli di dominio) a favore della famiglia Savoia alla quale veniva assegnato il regno di Sicilia. I Siciliani, ostili al ducato di Savoia, cercarono di favorire il ritorno della Spagna (1718) ma la quadruplice alleanza (Francia, Inghilterra, Austria e Olanda) evitò il nuovo dominio spagnolo battendo le truppe spagnole a Pachino ed assegnò il regno di Sicilia agli Austriaci. Il periodo di dominio asburgico (14 anni fino al 1734), mal sopportato dai Siciliani, vede la sua conclusione quando gli Spagnoli si impadroniscono di nuovo del Regno con il gradimento dei Siciliani che vedono ridursi l’ oppressione fiscale ed i poteri dell’ inquisizione.
Nel 1767, anno in cui viene inaugurata la chiesa di San Giorgio, l’ ordine dei gesuiti fu espulso con conseguente confisca dei possedimenti terrieri che andarono ad ingrandire i possedimenti dei nobili già esistenti.
Successivamente, nel periodo che corre tra il 1786 ed il 1795, il principe di Caramanico, in linea con le nuove idee derivate dalla Rivoluzione francese, abolisce le "angherie" e le "servitù personali" infatti solo alla fine del secolo in Sicilia si affaccia il movimento culturale e filosofico chiamato "illuminismo", il movimento che, nato in Inghilterra, nei primi del secolo, e sviluppatosi successivamente e prevalentemente in Francia ed in tutta Europa, pone al centro di tutto la ragione e l’ uguaglianza tra tutti gli uomini.
Il passaggio dello stile artistico dal barocco (sviluppatosi nel 1600) al neoclassicismo evidenzia la fuga verso gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità e la riscoperta del "bello classico" determinata dai ritrovamenti archeologici che dimostravano lo stile semplice e maestoso dell’ arte nell’ età romana. Dal 1750, quando ancora fervevano i lavori per la costruzione della chiesa di San Giorgio, si diffonde lo stile neoclassico prima a Roma e poi a Parigi che ne diviene la capitale. Di stile neoclassico infatti è la cupola del Duomo che venne costruita successivamente alla chiesa (1820) ma che ben si integra con il resto dell’ opera.
Oggi, a seguito di un restauro durato circa tre anni, si può ammirare la facciata del Duomo nel suo splendore originario, infatti sono venute alla luce alcune parti di pietra di colore nero (in quanto pietra asfaltica estratta dalle cave di Ragusa), pietra che con il passare del tempo, a causa degli agenti atmosferici , si ossida riprendendo il colore chiaro.
Ai piedi del Duomo di San Giorgio e nell’ omonima Piazza si trova la
scuola di lingua italiana per stranieri IBLA! Italian language school.
Domenico Arezzo
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scritto da domenicoarezzo
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